GIUSTO O SBAGLIATO SOSTENERE ANCORA LA SQUADRA NEI PLAY OUT? 0
Il nostro articolo apre il dibattito tra i tifosi
L’INCOERENZA NON E’ UN DRAMMA: STATE SERENI!!!!!!
Ma qualcuno non capisce e minaccia e insulta
L’incoerenza non è un dramma, capita, ma qualcuno evidentemente si è sentito tirato in ballo ed allora è andato oltre. Ribadiamo il concetto: si accettano critiche, punti di vista, opinioni, si accetta il confronto e se sbagliamo nel vedere o valutare una cosa siamo pronti a rettificare la nostra posizione, ma non si accettano toni incivili, maleducati o insulti, tanto meno minacce, solo per aver fatto il nostro lavoro. Non consentiamo a nessuno di dirci quello che possiamo o non possiamo scrivere. Chiarita la cosa più importante ci fa piacere aver sollevato il dibattito su un aspetto che abbiamo colto. Da dove partiamo? Innanzitutto dalla telefonata intercorsa ieri pomeriggio con Pierluigi Sossi, vicepresidente del centro di coordinamento dei club organizzati tra i primi a dire la sua, che ci ha chiarito certi punti di vista, il tipo di azione intrapresa (e anche quelle successive). Ringrazio Gigi per la pazienza, gli ho sottratto diversi minuti, come ringrazio tutti coloro i quali pur non essendo d’accordo ci hanno esposto il loro parere nei toni civili, anche rigidi, ma ribadisco civili usati dallo stesso Sossi. Grazie anche per l’attenzione, sua e vostra, che testimonia la valenza che abbiamo sul pubblico sportivo triestino. Ritengo doveroso precisare che il termine “perdere la faccia” era inteso nel senso del tifo, non sul piano umano. Forse abbiamo usato una terminologia forte, cruda, forse non corretta, di questo casomai vi chiediamo scusa, ma rende bene l’idea che molti, come noi, in città si sono fatti dell’idea che un gruppo di tifosi (non sto parlando degli “ultras” che sia chiaro), perché di questo si tratta, appartenenti ai club organizzati abbia deciso di seguire lo stesso la squadra in trasferta nonostante le ultime vicende. Dico questo per rispondere anche a Gigi, su alcuni punti. Prima di tutto questa è una testata che ha un suo successo e lo testimoniano i numeri e anche la vostra reazione a quanto scritto. Se come pensa qualcuno nessuno ci leggesse, nessuno si sarebbe sentito in dovere di entrare nel tema. I numeri a mio avviso sono buoni, anche consistenti, con letture internazionali importanti (tanto per dire solo nel corso di una giornata l’intervista a Del Neri è stata letta trecento volte). Non va dimenticato che il sito è monotematico, il cartaceo è free press (in distribuzione allo stadio e nelle cassette postali), ma se tutto questo non avrebbe ottenuto i riscontri desiderati (ed anche oltre) credete che staremmo qui a farli? Altra cosa che ci preme sottolineare: qui nessuno si inventa nulla, i numeri sono certificati e come detto la vostra attenzione lo testimonia. Secondo: nessuno va a caccia di scoop o di gossip. Abbiamo tenuto una linea di condotta di un certo tipo sino ad un certo punto e poi abbiamo deciso di parlare veramente chiaro. Questo a qualcuno ha dato e dà fastidio, ma la verità è che questa testata prima di tutte ha scoperchiato il casino che c’era in Triestina e che questa testata ha visto giusto anche nell’esito finale del campionato (sia dal punto di vista tecnico tattico che dal punto di vista degli atteggiamenti), consolidando la credibilità guadagnata sul campo. Se altri non se la sentono di scrivere o dire certe cose, se tentennano nell’esporle, se hanno paura di questo o di quello, non ci riguarda. Noi da oggi in poi le cose le mettiamo sul piatto: Galderisi sbaglia le scelte tattiche? Bene, è giusto che questo venga ribadito e sottolineato e come vedete siamo in grado di fornire una chiave di lettura alternativa che a quanto so ha trovato considerazione anche presso molti addetti ai lavori. Terzo: non scriviamo tanto per scrivere o ci inventiamo le cose. Caro Gigi, tu come altri siete fuori strada, questa non è la nostra linea di lavoro. Non ci si confronta con allenatori come Capello o Del Neri e poi si inventano le cose tanto per scrivere. Se non avete capito questo, avete letto male Puntogol. Quarto: Quanti tifosi vanno a Latina? Dieci, venti, cinquanta, cento?? Ok, tutti autorevoli, ok tutti fedelissimi, ma sono solo un gruppo, una rappresentanza, esperta se vogliamo, il cuore del tifo possiamo aggiungere, ma rimangono solo cento. Quanta gente credete abbia nel cuore le sorti dell’Unione? Diciamo tremila abbonati, più altri potenziali settemila appassionati? Diciamo che è un numero accettabile di “tifosi potenziali”, definiamoli così, quelli che quotidianamente mi fermano per strada. Quinto: con quanta gente parlo di Triestina ogni giorno? Semplice, vi faccio un esempio: nella mattinata, solo prima di aver scritto questo pezzo, diciamo in un’ora qualsiasi di prima mattina, almeno cinque persone. Questo succede quasi ogni giorno, un po’ dappertutto a Trieste. Fate voi i calcoli: dall’edicolante, alla fioraia, al banchiere, al vicino di casa, fuori da una scuola, al bar tutti una domanda sull’Unione, praticamente quasi ogni giorno, me la fanno sempre. Ora potete ben capire che il quadro di quanti vorrebbero tornare ad applaudire la Triestina e non lo fanno per ovvi motivi è ben più ampio della rappresentanza di tifosi che saranno presenti a Latina. Che mi si dica che la spaccatura tra la tifoseria non esista e che ce la siamo inventata, non è dunque assolutamente vero, a meno non si considerino tifosi di Serie A solo quelli che andranno a Latina e tutto il resto una massa di pecoroni che di calcio non capisce nulla. Anche tra i tifosi organizzati poi la spaccatura, o una diversa identità di veduta che dir si voglia, a mio avviso esiste: quanti club infatti saranno rappresentati a Latina? Quanti club sono d’accordo con l’essere presenti e quanti no?? Quanti club si sentono ancora rappresentati da questo gruppo di calciatori?? Vorremmo saperlo e attendiamo risposte. I dubbi ci sono tutti e la marea di gente che da almeno due anni mi certifica il suo dissenso mi porta a dire che si c’è un gruppo di sostenitori “incalliti”, di quelli che non mollano mai, che daranno voce alla loro “fede” ma c’è un gruppo consistente di persone che ha detto “basta” e lo ha fatto in parte da tempo, ovvero dalla serata play out con il Padova e in parte dopo le ultime vicende (al punto che non sarà allo stadio nemmeno il 27 Maggio). Sesto: perché il termine incoerenza da fastidio? Essere incoerenti non è un dramma casomai un difetto (magari momentaneo). Il segnale giunto dal Nucleo Rindondo qualche giorno fa era provocatorio, ma aveva una sua logica sottile. Notare che dopo tale provocazione ci si avvia sulla strada di Latina, è un gesto che in molti, noi compresi, non abbiamo capito. Non è un dramma ripetiamo. Invece c’è qualcuno che ha voluto esasperare i toni quasi a volersi sottrarre ad una eventuale responsabilità: perché? Vi siete sentiti incoerenti?? Settimo: mi spiegate a Latina per che cosa sarà fatto il tifo? Non per la società: non esiste di fatto da Febbraio (a meno che non si voglia inneggiare a Turazza o Cernaz), non per la squadra visto che per ovvi motivi tutti, da quello che ho capito, hanno le scatole piene di certi giocatori e certi atteggiamenti. Per chi allora? Per la maglia mi si dice, per la Triestina in senso lato. Ma secondo voi un calciatore in campo capisce la differenza quando sente “Unione Unione” dagli spalti?? Sossi ha sottolineato nella sua telefonata che il segnale ai giocatori è stato lanciato a suo tempo: ma quando? Dove? Come e sopratutto cosa?? Dire “adesso fate il vostro dovere e poi fuori dalle balle tutti!!!” credete porti i giocatori a darsi una mossa? Infine un’altra cosa: fermo restando che in questo momento di difficile congiuntura economica, sobbarcarsi le spese di una trasferta è una iniziativa lodevole (visto che la stragrande maggioranza del gruppo in partenza non crediamo navighi nell’oro) perché i tifosi devono essere considerati intoccabili dalla stampa?? Perché si viene attaccati, per non dire altro, per aver osato sottolineare una loro iniziativa? Sia chiaro: il pubblico triestino, quindi anche i tifosi organizzati, sono quelli che più di tutto sono le vittime di questa stagione e del disastro di ben tre campionati. Non capisco però perché quando una azione che viene intrapresa non appare logica non si possa dirlo. Sbagliano i presidenti, sbagliano i giocatori, sbagliano i giornalisti, possono sbagliare anche i tifosi dimostrando un pizzico di incoerenza oppure no? Non è un dramma gente, state sereni e buon viaggio a Latina!!! Una piccola chiosa finale su una battuta del buon Sossi inerente il famoso articolo sul ritiro di Malta. Ci tengo a precisare che quell’articolo e la mia presenza a Malta, come quella dovuta ad altri giornalisti, è merito esclusivo dell’organizzazione e del lavoro di Marco Cernaz che credetemi è riuscito in una impresa non da poco: far giocare alla Triestina un torneo internazionale con squadre da preliminari di Champions League, anche se maltesi, e portare sull’isola buona parte della stampa sportiva locale. Colgo l’occasione per ringraziare ancora Marco per quell’invito, sottolinearne la militanza e il sacrificio in alabardato e i risultati raggiunti. Reputo che abbia dato tutto e sia andato oltre e per questo mi auguro di vederne i sacrifici ripagati con l’ingaggio in una società sportiva di rango superiore che sappia esaltarne le doti. Lui, come pochi altri, non merita di tornare nell’inferno della Seconda Divisione o nei dilettanti. Questo per farvi capire che Fantinel in quel caso c’entrava come i cavoli a merenda.
Giuliano Rebonati
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